Anno 2022 anno 17

Editoriale

Questo numero monografico, a differenza di molti numeri della rivista, si incentra sulla salute piuttosto che sulla patologia, sui fattori protettivi piuttosto che sui fattori di ri­schio e traccia a grandi linee un excursus storico della prospettiva “positiva” nell’inter­faccia medicina-psicologia. È noto che fin dal secondo dopoguerra l’OMS ha definito il concetto di salute in […]

Anno 2022 anno 17

UOMO E NATURA: UN RAPPORTO ANTICO MA TUTTORA IRRISOLTO

Il rapporto uomo-natura è stato declinato in maniera diversa nelle differenti culture ma nel corso del tempo vi è stata una progressiva accentuazione della visione antropocentrica. Vengono considerate le possibili cause di questo processo culturale,
con particolare riferimento alla capacità tecnologiche, nonché le sue implicazioni.
Una breve rassegna dei modelli teorici e delle misure utilizzati per studiare il rapporto uomo-natura porta alla conclusione che la divisione stessa tra uomo e natura è un limite ad una visione eco-sistemica, più funzionale sia sul piano teorico (modelli) che a livello operativo (interventi di mantenimento degli equilibri ambientali).

Anno 2022 anno 17

GLI EFFETTI DEI CONTESTI NATURALI SULLA SALUTE MENTALE E IL BENESSERE: BREVE SINTESI DELLA LETTERATURA

Il problema. Negli ultimi dieci anni un ingente numero di studi è stato volto a definire e valutare il ripristino del benessere (mentale, emotivo e fisico) attribuibile agli ambienti naturali. In generale, gli ambienti naturali sono sperimentati come solitamente più “rigeneranti” degli ambienti urbani o artificiali. Tuttavia, quanto l’ambiente naturale sia percepito come più salutare, rispetto a quello an¬tropico, sembra difficile da valutare, per la varietà di metodi impiegati nella raccolta dei dati, per una carenza di definizioni delle caratteristiche ambientali che rendano possibile la classificazione dei vari ambienti, nonché di accordo sui modelli concettuali per lo studio di tali influenze.
Scopo. Nel presente lavoro, allo scopo di pervenire ad una sintesi provvisoria sul tema, vengono esaminate alcune delle più ampie rassegne volte a misurare quanto si percepisca più rinvigorente e ristoratore l’ambiente naturale rispetto a quello antropico.
Metodo. Partendo dalle grandi rassegne sistematiche volte a quantificare i benefici legati alla espo¬sizione agli ambienti naturali, effettuate sulle principali banche dati che comprendono gli stu-di di psicologia ambientale, si è proceduto ad una ricerca bibliografica degli studi su quanto si percepis¬ca più rinvigorente e ristoratore l’ambiente naturale rispetto a quello antropico.
Risultati. I risultati confermano che gli ambienti naturali sono più rigeneranti e possiedono maggio¬re capacità riparativa rispetto gli ambienti urbani. La grande disparità di metodi impiegata per rac¬colta dei dati rende tuttavia difficile il confronto diretto tra i risultati degli studi, benché essi risulti¬no per lo più convergenti. Restano comunque da definire le specifiche di una vera e propria “terapia naturale” in termini di componenti attive, caratteristiche del contesto, beneficiari, benefici attesi, dosi ed eventuali controindicazioni.

Anno 2022 anno 17

LO ZAINETTO DEGLI ATTREZZI DEL TERAPEUTA IN NATURA. IL CONTATTO CON LA NATURA COME FATTORE DI BENESSERE E COME FATTORE TERAPEUTICO

Dopo aver riassunto brevemente gli effetti benefici, a livello fisiologico e psicologico, del con- tatto con la natura vengono considerati i principali aspetti del setting, i luoghi, i destinatari, le caratteristiche del terapeuta che decide di lavorare in natura, i differenti ruoli da questi rico- perti e i tipi di attività organizzate in ambiente naturale. Descritti gli strumenti, le tecniche, nonché le competenze specifiche del terapeuta in natura, viene definita la Nature Therapy, che può essere considerata una forma di psicoterapia: due persone – cliente e terapeuta – e la rela – zione che si sviluppa tra di loro, a cui si aggiunge la Natura come partner e co-terapeuta. La Na- ture Therapy può essere attuata in varie modalità: Forest Therapy, Adventure Therapy, Wilderness Therapy, Ecotherapy. La più nota e studiata è il Bagno di foresta. Queste esperienze coinvolgono i cinque sensi e numerose funzioni psicofisiologiche. Vengono infine descritte la Montagnaterapia e la Camminoterapia, e alcuni esempi di loro attuazioni.

Anno 2022 anno 17

TERAPIA DELLA NATURA: RASSEGNA DEI PROGRAMMI BASATI SU PROVE 

La consapevolezza derivante dalle prove di un aumento dell’incidenza del disagio e della psicopatologia in contesti urbani, dovuta a variabili strutturali in essi predominanti, richiede lo studio e la ricerca di interventi facilmente attuabili per la maggior parte delle persone, in contesto individuale, privato o istituzionale, e con una rilevante efficacia terapeutica, preventiva o promozionale per la salute fisica e mentale.
In questo lavoro si presenteranno i risultati di una rassegna sistematica, effettuata con il metodo PRISMA, sugli effetti salutogeni degli interventi basati sulla natura (NBT), una classe di interventi che sfrutta in chiave terapeutica elementi presenti negli ambienti naturali.
Le evidenze vagliate ne dimostrano l’efficacia in termini di costi/benefici (materiali e di tempo) e la facilità di attuazioni in contesti privati e/o istituzionali.
Tali caratteristiche rendono questi interventi fortemente appetibili per la pratica terapeutica e per la progettazione di politiche pubbliche o aziendali orientate alla salute e al benessere delle persone.

Anno 2022 anno 17

PROMUOVERE IL BENESSERE PER PROMUOVERE LA SALUTE MENTALE 

La considerazione che la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non consiste solo in un assenza di malattia o d’infermità (OMS) rende opportuno considerare salute mentale e malattia mentale come due fattori correlati ma distinti. Pertanto l’assenza di un disturbo mentale non implica necessariamente la presenza di salute mentale intesa come una condizione di pieno benessere (flourishing), così come l’assenza di salute mentale non implica necessariamente la presenza di disturbi mentali ma potrebbe comportare la condizione di languishing (Keyes). 

In termini diagnostici si può sottolineare l’utilità di operazionalizzare e adottare la diagnosi di salute mentale. Se si vuole promuovere il benessere si deve poter documentare il grado di benessere pre e post intervento.

In ambito clinico e applicativo due esempi rilevanti in linea con le ricadute della definizione di salute mentale dell’OMS sono rappresentati dalla Well-being Therapy e dal Subjective Well-Being Training. La prima proposta, elaborata da Fava, si basa sull’idea di inserire una fase di promozione del benessere in sostituzione della prevenzione delle ricadute per completare il processo terapeutico. La seconda proposta, elaborata da Goldwurm partendo dal modello di Fordyce, si basa sull’idea che sia importante promuovere il pieno benessere nella popolazione generale.

La psicologia positiva può aiutare a comprendere il ruolo dei punti di forza della persona e del benessere nel contrastare lo sviluppo di deficit e disturbi mentali, migliorando sia la comprensione dei meccanismi eziologici che del trattamento dei disturbi resistenti ai trattamenti. La ricerca scientifica e quella applicativa hanno bisogno di una prospettiva integrata, che superi la contrapposizione positivo/negativo.

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In memoria di Stan Maes

Il volume che abbiamo scelto e da cui abbiamo tratto i capitoli di questo Archivio Storico è stato pubblicato nel 1993, come sintesi dei seminari del primo Programma Interuniver­sitario di Cooperazione (PIC) ‘Erasmus’ in Health Psychology, da noi proposto e realizzato nel 1991 con la collaborazione di Stan Maes e di numerosi colleghi di Università Europee. La proposta […]