Anno 2026 anno XXI N1

PROBLEMI DI ALLINEAMENTO DELLE INTELLIGENZE ARTIFICIALI (IA) E SFIDE ETICHE NEL CAMPO DELLA SALUTE MENTALE

L’articolo si sviluppa a partire dall’intervento tenuto dal Prof. Neri Accornero, “Modellistica dinamica del Sistema nervoso (reti neurali artificiali) e interazioni tra intelligenza naturale e artificiale”, realizzato il18/03/2025 all’interno del Corso di Metodologia della Ricerca in Psicoterapia 2025, della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-comportamentale e Intervento Psicosociale. 

Considerando l’evoluzione dei recenti sistemi di IA, gli attuali scenari e il problema dell’allineamento valoriale delle IA, si apre a domande che stimolano una riflessione etica sulle sfide dell’interazione tra professionisti della salute mentale e Intelligenze Artificiali (IA) avanzate. Si sostiene qui che le riflessioni dovrebbero riguardare aspetti etici connessi con le competenze di chi si occupa di salute mentale, lo stress professionale e l’impatto sulle persone assistite.

Anno 2022 anno XVII

PROMUOVERE IL BENESSERE PER PROMUOVERE LA SALUTE MENTALE 

La considerazione che la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non consiste solo in un assenza di malattia o d’infermità (OMS) rende opportuno considerare salute mentale e malattia mentale come due fattori correlati ma distinti. Pertanto l’assenza di un disturbo mentale non implica necessariamente la presenza di salute mentale intesa come una condizione di pieno benessere (flourishing), così come l’assenza di salute mentale non implica necessariamente la presenza di disturbi mentali ma potrebbe comportare la condizione di languishing (Keyes). 

In termini diagnostici si può sottolineare l’utilità di operazionalizzare e adottare la diagnosi di salute mentale. Se si vuole promuovere il benessere si deve poter documentare il grado di benessere pre e post intervento.

In ambito clinico e applicativo due esempi rilevanti in linea con le ricadute della definizione di salute mentale dell’OMS sono rappresentati dalla Well-being Therapy e dal Subjective Well-Being Training. La prima proposta, elaborata da Fava, si basa sull’idea di inserire una fase di promozione del benessere in sostituzione della prevenzione delle ricadute per completare il processo terapeutico. La seconda proposta, elaborata da Goldwurm partendo dal modello di Fordyce, si basa sull’idea che sia importante promuovere il pieno benessere nella popolazione generale.

La psicologia positiva può aiutare a comprendere il ruolo dei punti di forza della persona e del benessere nel contrastare lo sviluppo di deficit e disturbi mentali, migliorando sia la comprensione dei meccanismi eziologici che del trattamento dei disturbi resistenti ai trattamenti. La ricerca scientifica e quella applicativa hanno bisogno di una prospettiva integrata, che superi la contrapposizione positivo/negativo.