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TERAPIA DELLA NATURA: RASSEGNA DEI PROGRAMMI BASATI SU PROVE
La consapevolezza derivante dalle prove di un aumento dell’incidenza del disagio e della psicopatologia in contesti urbani, dovuta a variabili strutturali in essi predominanti, richiede lo studio e la ricerca di interventi facilmente attuabili per la maggior parte delle persone, in contesto individuale, privato o istituzionale, e con una rilevante efficacia terapeutica, preventiva o promozionale per la salute fisica e mentale.
In questo lavoro si presenteranno i risultati di una rassegna sistematica, effettuata con il metodo PRISMA, sugli effetti salutogeni degli interventi basati sulla natura (NBT), una classe di interventi che sfrutta in chiave terapeutica elementi presenti negli ambienti naturali.
Le evidenze vagliate ne dimostrano l’efficacia in termini di costi/benefici (materiali e di tempo) e la facilità di attuazioni in contesti privati e/o istituzionali.
Tali caratteristiche rendono questi interventi fortemente appetibili per la pratica terapeutica e per la progettazione di politiche pubbliche o aziendali orientate alla salute e al benessere delle persone.
Editoriale
Questo numero monografico, a differenza di molti numeri della rivista, si incentra sulla salute piuttosto che sulla patologia, sui fattori protettivi piuttosto che sui fattori di rischio e traccia a grandi linee un excursus storico della prospettiva “positiva” nell’interfaccia medicina-psicologia. È noto che fin dal secondo dopoguerra l’OMS ha definito il concetto di salute in […]
UOMO E NATURA: UN RAPPORTO ANTICO MA TUTTORA IRRISOLTO
Il rapporto uomo-natura è stato declinato in maniera diversa nelle differenti culture ma nel corso del tempo vi è stata una progressiva accentuazione della visione antropocentrica. Vengono considerate le possibili cause di questo processo culturale,
con particolare riferimento alla capacità tecnologiche, nonché le sue implicazioni.
Una breve rassegna dei modelli teorici e delle misure utilizzati per studiare il rapporto uomo-natura porta alla conclusione che la divisione stessa tra uomo e natura è un limite ad una visione eco-sistemica, più funzionale sia sul piano teorico (modelli) che a livello operativo (interventi di mantenimento degli equilibri ambientali).