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SE LE PAROLE SONO POCO INTESE E MOLTO FRAINTESE… SPESSO SI PERDE LA VISIONE DELLA VITA!
Il mio intervento propone un’analisi critica del divario tra la retorica politica e la comprensione scientifica del movimento umano nella cultura dei decisori pubblici, denunciando come l’uso superficiale dei concetti, e delle politiche che dovrebbero derivarne, comprometta la capacità del Paese di riconoscere al movimento la sua importanza fondamentale sul piano biopsicosociale ed educativo. Discuto l’esperienza di una audizione parlamentare alla quale sono stato invitato, durante la quale ho evidenziato l’emergente marginalizzazione culturale e istituzionale del movimento, impropriamente ridotto a semplice sinonimo di sport. Propongo successivamente una prospettiva sistemica: il movimento precede la vita extrauterina, struttura lo sviluppo infantile attraverso il gioco motorio, diritto sancito dalla Convenzione ONU, e rappresenta la base neurobiologica e funzionale dell’apprendimento, della salute e della partecipazione sociale. La formazione motoria di base è indicata come architrave del benessere individuale e collettivo, da promuovere attraverso la scuola, la famiglia e professionisti qualificati. Lo sport costituisce solo una possibile declinazione del movimento, non il suo fondamento. Concludo affermando la necessità di riconoscere il movimento come infrastruttura vitale della società, distinguendolo chiaramente dallo sport, e di costruire una politica nazionale che lo tuteli lungo l’intero arco della vita. Solo in questo modo il movimento potrà diventare una leva di salute pubblica, equità educativa e coesione sociale.
SEDENTARIETÀ E STILI DI VITA IN ETÀ EVOLUTIVA
In età evolutiva è richiesto un equilibrio nello svolgimento delle attività quotidiane fra i doveri, le responsabilità, le distrazioni e i piaceri. I preadolescenti e gli adolescenti affrontano gli impegni di ogni giorno cercando di adattare al meglio i doveri dello studio, le esigenze familiari, quelle sociali, i divertimenti e i passatempi, coordinando il tutto alle necessità del dormire e alle abitudini alimentari. Si espone una breve e sintetica panoramica dei principali fattori che condizionano lo stile di vita giovanile, soffermandosi sull’importanza della consuetudine al movimento quale elemento cardine per contrastare la sedentarietà. Da giovani è più facile modificare alcune abitudini. Lo sforzo di intraprendere le decisioni più appropriate nella vita di ogni giorno caratterizza la riuscita nelle varie attività: dal rendimento scolastico, alle prestazioni nell’avviamento e nella pratica sportiva e, aspetto ancor più importante, aiuta ad avere livelli più o meno consapevoli di serenità e di soddisfazione. La scuola, dopo l’ambiente familiare, costituisce il luogo nel quale i giovani trascorrono la maggior parte del loro tempo. Le attività di educazione fisica, di avviamento e di pratica sportiva giocano un ruolo importantissimo per la crescita sana e completa della persona. Assume importanza suggerire ai giovani una visione globale armonica delle dimensioni che caratterizzano gli stili di vita per aiutare loro nella costante ricerca di equilibri, ricerca che condizionerà il percorso di vita di ciascuna persona e che deve essere il più possibile di contrasto alla sedentarietà.
ADOLESCENTI, SOCIAL MEDIA E CORPO
Parlare di corpo trascurato in un’epoca complessa, in un mondo reale e virtuale nel quale siamo tutti immersi, ma la generazione che soffre di più è proprio quella dei nostri adolescenti. Scoprire tra i dati e le ricerche più recenti come stanno i giovani oggi, riflettere sulla prevenzione ed i nuovi paradigmi.